Piante, fiori ed arbusti nelle Alpi Apuane

La Flora delle Alpi Apuane

Sulle Alpi Apuane si possono incontrare, nel giro di un'ora e sullo stesso sentiero, una moltitudine di piante appartenenti ad ambienti naturali molto differenti tra loro grazie alla presenza di micro climi legati particolari micro climiall'esposizione dei versanti e ai repentini cambiamenti di quota.
Influenzate dalla diversa natura delle rocce, dalla piovosità e dall'isolamento geografico, un certo numero di piante ha inoltre trovato su queste montagne le condizioni ideali per diversificarsi dalle specie originarie così da formare specie del tutto nuove ed uniche al mondo.

Amor Nascosto (Aquilegia Vulgaris - Aquilegia Alpina)

Famiglia: Appartiene alla famiglia delle Ranuncolacee e quindi nasconde nei suoi tessuti sostanze tossiche. La tossicità di questa pianta è molto elevata poiché il suo contenuto in glicosidi cardioattivi è altissimo. Queste sostanze danneggiano gravemente il cuore  provocando crampi, difficoltà respiratorie e aritmie.

Altri nomi comuni: Amor nascosto, Amor perfetto, Aquilina, Aquilatina, Colombina, Campanella, Scarpetta, Guanto di pastorella e Cornetta . Alcuni studiosi ritengono che il nome di questo fiore sia collegato ad "aquilegium" (in latino raccoglitore d'acqua) che ricorda la forma concava delle foglie della pianta; altri invece sostengono che il nome abbia a che fare con  l'aquila in quanto la forma del fiore è simile ai suoi artigli. Il suo significato nel linguaggio dei fiori è quello di capriccio, egoismo ed esibizionismo.

Habitat : E' una pianta perenne originaria delle regioni temperate dell'emisfero settentrionale; in Italia cresce spontanea sulle Alpi e sugli Appennini; è distribuita sulle rupi calcaree, sui ghiaioni,  nei boschi di rovere e faggio, nei pascoli alpini, praterie, radure, terreni freschi ed ombrosi fra gli 800 ed i  1.800 metri di quota.

Periodo di fioritura: E' una pianta erbacea perenne  alta da 30 a 80 cm, la cui parte vegetativa scompare completamente nella stagione fredda, per germogliare alla fine dell'inverno; da maggio a luglio appaiono i fiori, i cui colori tipici sono il viola e il blu, ma alcuni ibridi hanno colori che vanno dal giallo, al rosa, al porpora, all'azzurro e al viola scuro.

Descrizione della pianta: Ha foglie impalpabili e delicatissime e fiori dai colori smaglianti. La sagoma del fiore è un po' strana e certamente singolare in quanto ha una duplice corolla; anche i fiori hanno  forma bizzarra con  lunghi speroni simili a  corna, ma ciò dona a questo fiore eleganza ed originalità hanno una forma molto particolare: i  petali interni sono 5, a forma d'imbuto e  si prolungano in uno sperone uncinato, mentre quelli esterni  sono lanceolati e disposti a stella; gli stami sono gialli e sporgenti.

Note: E' una pianta protetta così come tutte le specie di Aquilegia. Curiosità: Nel nostro paese questo fiore celebra  antiche leggende, come quella di uno stregone che abitava in una caverna presso il lago di Como che le diede la vita o come quella della storia d'amore fra la principessa Teodagne e il principe longobardo Rutibando che vivevano nella corte di Monza.  Rutibando era tanto lussurioso e prepotente quanto Teodagne era casta, sottomessa e paziente. Un giorno, un gruppo di nobildonne, sdegnate per il comportamento che Rutibando continuava a tenere  nei confronti della principessa,  si presentò al cospetto di  Teodagne dicendole che avevano deciso di uccidere Rutibando. La virtuosa Teodagne si oppose e allora le nobildonne andarono da un mago, che ebbe l'idea  di trasformare il  principe in un fiore, " in un fiore, però, ridicolo e buffo, che non sarebbe stato accarezzato da nessuna donna né colto da nessun innamorato". Il principe Rutibando fu così trasformato nell' Aquilegia, fiore grottesco e ricco di corna, tanto è vero che, ancora oggi, è simbolo delle corna maschili e femminili.

Essendo questo fiore simbolo di lussuria ed ipocrisia, l'Aquilegia è legata alla sfera dell'amore usata per rompere o creare legamenti d'amore. Generalmente, per gli incantesimi, si utilizza il fiore anche se, gli Indiani d'America prediligevano l'uso dei semi oppure preparavano  un infuso di varie parti della pianta per curare mal di cuore e febbre o utilizzarlo come antidoto contro gli avvelenamenti. Inoltre polverizzavano i semi e ne strofinavano la farina sulle mani come afrodisiaco e come profumo da uomo per attrarre la donna desiderata.

Arabetta alpina (Arabis alpina) - Arenaria (Arenaria bertolonii) - Asfodelo montano (Asphodelu albus Miller)

Assenzio Lucido ( Artemisia nitida):

Specie rara che compare solo sulle Alpi Apuane e sulle Alpi Orientali; è una piccola pianta con forte odore aromatico. Fiorisce nella tarda estate su rupi calcaree soleggiate.

Astrantia (Astrantia pauciflora)- Cavolo selvatico (Brassica oleracea)

Centaurea del Monte Borla ( Centaureamontis-borlae):

Il fiordaliso del Borla è un fiore  di colore roseo-violetto con  il fusto prostrato, ricoperto da abbondante peluria bianca . Si tratta di una rarissima specie locale che  porta il nome del Monte Borla, una cima rocciosa di 1469 metri nel gruppo del Monte Sagro nelle Apuane settentrionali, poiché vive esclusivamente alle falde di questa montagna, in pochi metri quadrati di superficie nei pressi della Foce di Pianza. L'elemento costitutivo sul quale vive questa pianta che da anni continua ad affascinare i botanici è il marmo, oggetto di attività estrattive che ne minacciano pesantemente la sopravvivenza e per cui risultano necessarie e severe scelte di gestione affinché venga conservata e protetta nel suo territorio.

Cerasto apuano (Cerastium apuanum)- Croco, Zafferano maggiore (Crocus napolitanus)- Dente di cane (Erythonium dens canis) - Draba (Draba bertolonii)

Erba perla-rupestre (Molktia suffruticosa):

Pianta perenne arbustiva, legnosa alla base, con portamento cespuglioso, alta fino a 30 cm.Le foglie sono lineari, rivolte verso il basso, di colore verde scuro brillante mentre i  fiori sono a forma di tubo,  rivolti verso il basso,  di colore  azzurro-blu splendente. Questa pianta fiorisce fra giugno ed agosto ed i fiori  sono riuniti in infiorescenze caratteristiche, dette scorpioidi, tipiche della famiglia a cui questa specie appartiene, le Borraginacee. Si tratta di una specie locale presente ad una altitudine fra i 300 ed i 1500 m sulle Alpi Apuane dove ricopre le pareti calcaree, sull'Appennino Lucchese, ed in alcune località delle Prealpi Venete.

Erica arborea (Erica arborea)

Euforbia d'Irlanda (Euphorbia hyberna subsp insularis):

Famiglia:Euphorbiaceae

Descrizione della pianta: Pianta erbacea perenne rizomatosa che forma eleganti cespugli e produce fiori non molto vistosi, gambo privo di peluria, striato, alto 50-70 cm. Le foglie, inserite nel fusto con sviluppo a spirale, hanno forma ellittico-oblunga, con apice arrotondato e margini piani interi .L'infiorescenza e costituita da un ombrello che  termina con cinque rametti fioriferi e con un numero variabile di rametti semplici posti all'inserimento delle foglie sottostanti. Il fiore è composto da un involucro a forma di campana ed è suddiviso in cinque lobi con margine cigliato; gli stami sono numerosi ed hanno antere a forma di sfera. Il frutto è una capsula globosa   con superficie verrucosa.

Periodo di fioritura: Giugno - Luglio - Agosto

Habitat: La pianta cresce nei massicci montuosi della Corsica, nella zona montagnosa della Sardegna centrale (Gennargentu ), nell'Appennino Ligure e sui calcarei delle Alpi Apuane fra i 450 ed i  2000 metri di quota, anche se è  più frequente  tra i 700 ed i 1500 metri. Predilige gli spazi aperti e riparati dalla luce diretta del sole quali radure boschive, base delle pareti rocciose, rive di ruscelli.

Note: Tutte le specie di Euforbia sono velenose e l'intossicazione porta ai seguenti sintomi: senso di bruciore e costrizione alla bocca ed alle fauci, vomito, coliche violente accompagnate da diarrea, midriasi, vertigini, delirio e crampi generalizzati fino, nei casi più gravi, alla morte. Nonostante tutto ciò non mancano indicazioni d'uso nella medicina popolare: il lattice biancastro, che esce dai fusti spezzati, viene adoperato per toccature locali quotidiane su porri, verruche e calli. In veterinaria alcune euforbie dette dialettalmente "lazze" sono adoperate in piccole quantità per aumentare la montata lattea delle coniglie.

Galium (Galium palaeoitalicum) - Giglio di San Giovanni (Liliumbulbiferum L. subsp. croceum) 

Globularia delle Apuane (Globularia Incanescens):

Famiglia: Globulariacee

Descrizione della pianta:  E' una piccola pianta perenne  alta dai 3 ai 10 cm., con fusto breve, legnoso e strisciante e piccoli fiori dalla corolla azzurro-violacea. Le foglie hanno il picciolo di 3 - 4 cm. e la lamina tondeggiante larga da 1,5 a 2  cm. e sono di dimensioni decrescenti verso l'alto, con lamina dapprima arrotondata, poi ovata, ellittica, ed infine lanceolata verso l'apice.

Habitat: E' una specie locale  presente esclusivamente sulle rupi calcaree delle Alpi Apuane e del vicino Appennino Tosco-Emiliano; si spinge fino al livello del mare, sulle rocce calcaree di Montemarcello e Portovenere.

Periodo di fioritura: da Maggio a Luglio, a quote comprese tra i 400 e i 1600 metri di altitudine.

Note: È stata scelta come simbolo dell'Orto Botanico "Pietro Pellegrini"; l'origine molto antica di questa specie, infatti, e i caratteri morfologici nettamente differenziati rispetto ad altre entità vicine le conferiscono un notevole interesse scientifico.

Imenofillo (Hymenophyllum tunbrigense) Piccola felce, che cresce nei  fondivalle esposti a nord-ovest, a quote fra i 100 e i 350 metri.

Maggiociondolo (Laburnum anagryoides medicus) - Moltchia (Moltkia suffruticosa) - Narcisio (Narcisus poeticus) - Orchide (Anacamptis piramidalis) - Orchide sambucina (Dactylorhiza latifolia) - Primula comune (Primula vulgaris Hudson) - Primula ciliata (Primula auricola) - Primula odorosa (Primula veris L.) 

Ranno delle Apuane (Rhamnus glaucophyllus):

Arbusto locale delle Apuane con portamento strisciante sulle rocce, tortuoso, con rami che spesso pendono dalle rupi. La pianta è dioica, cioè rappresentata da individui maschili distinti da quelli femminili. Le foglie sono prima verde tenero, poi verdi-azzurre ed infine verde  scuro. I fiori sono piccoli, verdastri, a 4 lobi; il frutto è  formato da una piccola drupa che diventa nera quando giunge a maturazione.

Fiorisce sulle pareti calcaree ad altitudine comprese fra gli 800 e i 1500 metri  nei mesi di maggio - giugno.

Salice delle Apuane (Salix crataegifolia):

ll Salice delle Apuane, detto anche Saltacapre, appartiene alla famiglia delle Salicaceae, ed è  presente esclusivamente sulle Alpi Apuane. Si tratta di un  arbusto alto circa un metro o poco più, prostrato, e con i rami ricoperti di lunghi  peli  di colore rosso-bruni. Le foglie sono ovato-lanceolate verdi,leggermente lucide sopra, verdi-azzurre sotto; le foglie giovani sono ricoperte, nella parte sottostante, da un fitto pelo bianco simile alla seta, che non si trova nella foglia adulta.

Santolina (Santolina pinnata) - Saponaria rossa (Saponaria ocymoides) - Saxifraga (Saxifragaceae) - Semprevivo ragnateloso (Semprevivum arachnoideum)

Silene lanuginosa (Silene lanuginosa):

Questa specie vive esclusivamente sui rilievi calcarei delle Alpi Apuane, a quote superiori ai  1000 metri . Le somiglianze con  altre specie del genere Silene ne provano l'origine  balcanica. È una pianta erbacea che si presenta con fusti legnosi dai quali ogni anno viene emessa una rosetta di foglie verde chiaro, terminanti a punta con una peluria chiara sul margine ( da qui il termine "lanuginosa"). Fiorisce a luglio ed i fiori sono bianchi con 5 petali bilobi che arrivano a 2 cm di diametro. E' presente, su rupi soleggiate e fiorisce a Luglio.

Valeriana (Valeriana saxatilis)

Vandenboschia (Vandenboschia speciosa):

Si tratta di una specie rara e gracile di  felce diffusa principalmente sulle coste dell'Atlantico dall'Irlanda alle Azzorre e presente in Italia solamente sulle Alpi Apuane presso Seravezza , in piccole valli riparate, ombrose e molto umide, dove sono state scoperte una ventina di anni fa e continuamente in pericolo d'estinzione. Il profilo della Vandenboschia compare stilizzato nell'emblema del Parco Naturale delle Alpi Apuane.